Spa: Pirelli apre in Messico con un occhio al mercato Usa

pirelli-logo-vetrina

Si trova a Silao, nel pieno del Messico, il nuovo stabilimento costruito dalla italica Pirelli, inaugurato da poco tempo da Marco Tronchetti Provera insieme al Capo dello Stato messicano Felipe Calderon. Il presidente e amministratore delegato della società l’ha definita: «Una base davvero strategica».
Infatti nell’area di libero scambio del Nord America, il Nafta,  il segmento dei pneumatici di alta gamma cresce ogni anno del 6 per cento. E le gomme che usciranno dalla fabbrica, 400.000 pezzi a fine di quest’anno, 5,5 milioni a pieno regime, potranno attraversare veloci e senza dazi il confine con gli Usa.
Ha spiegato Tronchetti Provera: «Un Paese dove abbiamo grandi margini, la nostra quota sul mercato premium è solo del 7 per cento, 5 punti sotto quella mondiale».
A Silao si è costruito a ritmi vertiginosi: 10 mesi per una fabbrica di 135.000 metri quadrati, la 22ª della società nel mondo. Ha detto il numero 1 di Pirelli: «Con Settimo Torinese è il nostro impianto più avanzato, per tecnologia e impatto ambientale». L’investimento sarà di circa 250 milioni di euro fino al 2015, di altri 80 entro il 2017.
L’obiettivo è arrivare nel 2015 a 3,5 milioni di pezzi. E salire a 5,5 nel 2017 quando lo stabilimento occuperà 1.800 persone. 173 della produzione, pneumatici per SUV e auto di grossa cilindrata, sarà per il mercato messicano, destinato a crescere nelle prossime stagioni.
Il resto viaggerà verso gli States, dove, ha spiegato Tronchetti Provera. «non riuscivamo a fornire abbastanza ricambi. Gran parte dei pezzi arrivavano dal Brasile, in 45 giorni. Grazie allo stabilimento di Silao tutto il Nord America sarà raggiungibile in 72 ore».