Spa: Poste Italiane entra nella telefonia fissa?

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Poste Italiane continua a sorprendere per la sua versabilità infatti sta studiando di chiudere il cerchio nell’ambito del settore delle telecomunicazioni.
Il gruppo guidato da Massimo Sarmi avrebbe pronto l’ingresso nel settore della telefonia fissa, offrendo anche voce e internet Adsl ad aziende e famiglie. Si tratterebbe di una decisione abbastanza rischiosa visto che i margini del fisso sono in discesa in tutto il globo, d’altro canto questo passo avrebbe un suo senso a livello di politica industriale inserendo questa opzioni nel sistema di servizi che l’azienda sta cercando di offrire.
A dimostrazione di queste intenzioni c’è un bando pubblico, che è già concluso, mirato alla ricerca di partner tecnologici per la fornitura “di servizi di fonia tradizionale fissa, Voip e trasmissione dati”. Infatti le Poste avranno bisogno di appoggiarsi a un player, per ottenere la connettività di base, anche se sul lato dei data center e dei nodi telematici Poste si dichiara pronta. Verranno utilizzate, infatti, le infrastrutture hi-tech che collegano i 14.000 uffici postali italiani.
Il bando è molto cospicuo con un valore base, di 129 milioni di euro per i due lotti principali, più altri 79.000 euro per “oneri di sicurezza non soggetti a ribassi”. Calcolando l’Iva fanno, sempre come base di gara quasi 160 milioni di euro. Il lotto più “pesante” è il primo, che comprende la rete di backbone (quindi la fornitura di delivery), insieme con la rete di raccolta e accesso a internet, l’attivazione e gestione di una rete geografica a larga banda. Il lotto due riguarda più il raccordo con la rete mobile.