Spa: profondo rosso per la Nec, previsti pesanti tagli

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Nec, il gigante di  informatica, elettronica e sistemi di telecomunicazioni giapponese, ha annunciato che taglierà 10.000 posti di lavoro nel globo, di cui 7.000 in Giappone, per ridurre i costi fissi e recuperare la redditività. Ma non è stato ancora precisato con quale modalità verrà ridotta la forza lavoro.
L’azienda del Sol Levante conta di recuperare nell’anno fiscale 2011-2012 il pesante rosso di bilancio che gli analisti pensano registrerà nell’esercizio in corso.
Nel mondo, al 31 marzo dello scorso anno, i dipendenti erano 116.000. L’azienda giapponese chiude i primi nove mesi dell’anno (da aprile a dicembre 2011) con un deficit di 97,52 miliardi di yen (pari a circa 975 milioni di euro), lamentando anche un aumento dell’imposizione fiscale.
Il giro d’affari nei nove mesi è stato di 2.112 miliardi di yen (pari a circa 21,12 miliardi di euro), in calo del 3,5 per cento su base annua e per l’anno fiscale si aspetta una perdita netta di cento miliardi di yen (un miliardo di euro), contro una stima precedente che era per un utile di circa 15 miliardi di yen (par a circa 150 milioni di euro).
I vertici della Nec hanno spiegato che in alcune aree di business l’azienda ha “sofferto i drastici cambiamenti registratisi nel mercato giapponese. Il taglio dei dipendenti serve per ristrutturare i comparti che richiedono un’immediata riforma”.
Ad aprile dellos corso anno era nata NEC Italia Spa dall’unione delle due aziende che hanno operato negli ultimi anni in Italia: NEC Unified Solutions e NEC Italia Srl. Quindi non una presenza nuova nel mercato italiano, ma dell’unione della forza di due realtà leader per fare massa critica e sfruttare la sinergia tra le organizzazioni, ottimizzando le funzioni di staff, così da potenziare la presenza complessiva di NEC nel nostro Paese.