Spa: prospettive positive nel triennale 2012-2015 per l’Eni

ENI

Grazie alle recenti scoperte di nuovi giacimenti l’Eni migliora le previsioni a medio e lungo termine di crescita  nella produzione di idrocarburi.
Ha detto l’amministratore delegato Paolo Scaroni: “L’azienda entra in una fase di rapida crescita, non solo per il futuro piano ma per la prossima decade. Abbiamo progetti significativi che aumenteranno la visibilità della nostra crescita. E questo grazie al successo delle esplorazioni”.
Presentato a Londra dall’Ad il piano strategico 2012-2015 in cui viene stimata la crescita annuale media della produzione di oltre il 3 per cento nel quadriennio, “in uno scenario di prezzi del petrolio più elevati rispetto al piano precedente”.
L’Eni ha previsto un prezzo di 90 dollari  Usa al barile per il 2012 e 2013, e di 85 dollari per i 2 anni successivi. La strategia di crescita del gruppo “è basata sullo sviluppo per linee interne, sostenuta soprattutto dal contributo proveniente da cinque aree chiave, quali mare di Barents, Russia (Yamal), Kazakistan, la regione dell’Africa sub-sahariana, Venezuela oltre che sul rapido recupero della produzione libica a livelli ante-crisi”.
Nel quadriennio, il contributo dei principali progetti in start up “sarà pari a 700mila barili equivalenti al giorno”, l’80 per cento dei quali deriverà dai progetti maggiori. La stessa dinamica, oltre allo sviluppo completo dei giacimenti di Junin 5 e Perla in Venezuela, Skrugard-Havis nel Mar di Barents, e l’avvio dello sfruttamento della scoperta di gas in Mozambico, “consente di prevedere una crescita di circa il 3 per cento medio annuo tra il 2015 e il 2021″.
Le stime di crescita nell’upstream erano simili nel piano al 2014 presentato il 2011, ma sono salite rispetto al 2 per cento sulle prospettive decennali. Ed è qui che si farà sentire l’effetto delle  positive nuove esplorazioni. Per sviluppare i nuovi giacimenti la società ha previsto un incremento di circa il 12 per cento degli investimenti, che al 2015 saliranno a 59,6 miliardi, contro i 53,6 del piano ultimo scorso.
Con queste premesse, l’azienda stima di garantirsi “solidità finanziaria e del dividendo nell’arco di piano”. La cedola per gli azionisti, confermata dal consiglio di amministrazione, è di 1,04 euro per azione. L’azione a Milano quota in rialzo dopo l’uscita dei comunicati stampa.
Lo scenario invece per quanto riguarda chimica e raffinazione è quasi un contenimento dei danni.