Spa: quando incide la Coca-Cola nella nostra economia…

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La Coca Cola dà i numeri o meglio a darli sulla celebre casa della bibita gassata è uno studio condotto da Ethan B. Kapstein, professore di economia politica presso l’Institut europèen d’administration des affaires.
Sono numeri basati sui risultati dell’esercizio del 2010. Stando ai calcoli, di Ethan B. Kapstein il suo valore sarebbe pari a 3,16 miliardi di euro (equivalente allo 0,21 per cento del Prodotto interno lordo) il valore aggiunto che la catena di approvvigionamento della Coca-Cola immette nell’economia del Belpaese.
Dei 3,16 miliardi di euro di valore aggiunto, il 40 per cento, pari a circa 1,25 miliardi di euro, è versato sotto forma di tasse allo Stato (lo 0,37 per cento del totale delle entrate fiscali per le italiche casse).
Il gruppo, che opera in Italia dal lontano 1927 ed è ad oggi presente con 3 società, nel 2010 ha avuto un giro d’affari nel nostro Paese di oltre 1,2 miliardi di euro e impiega direttamente 3.300 dipendenti mentre l’impatto occupazionale compreso l’indotto è pari a circa 45.300 posti di lavoro (che è equivalente allo 0,18 per cento della forza lavoro totale a livello nazionale).
Numeri, insomma, e da questi numeri è facile capire il peso delle scelte delle società, quando minacciano di lasciare il Paese, perché questo risulta non competitivo rispetto ad altri.
Vale la pena ricordare che la “Coca-Cola” fu inventata dal farmacista statunitense John Stith Pemberton l’8 maggio 1886 ad Atlanta, inizialmente come rimedio per il mal di testa. Il primo nome che venne dato alla bevanda fu “Pemberton’s French Wine Coca”. Quella di Pemberton era una variazione del cosiddetto “vino di coca” (o Vin Mariani), una miscela di vino e foglie di coca che aveva avuto largo successo in Europa quando era stata creata dal farmacista còrso Angelo Mariani. All’alcol venne in seguito sostituito un estratto delle noci di cola, una pianta tropicale reputata non dannosa per la salute. Dall’uso combinato dei due ingredienti principali, la coca e la cola, la bibita acquisì il nome attuale. Quando anche la coca venne bandita (dalla pianta si estrae infatti la cocaina), venne scartato l’alcaloide dagli estratti dalle foglie di coca, mentre la cola (in noci) continuò a essere utilizzata.