Spa: Safilo chiude un lusinghiero 2011, ottime le prospettive

Safilo_Logo

Il brand Safilo chiude lo scorso anno con una crescita dei margini superiore rispetto a quella del suo maggiore compeditor, Luxottica. Se i ricavi dello scorso anno della società di Padova sono cresciuti del 6 per cento a 1,1 miliardi di euro, l’utile operativo è salito del 27,1 per cento a 86,2 milioni di euro  (mentre quello di Luxottica è stato un +13 per cento a 807  milioni di euro) e i profitti netti sono così cresciuti dagli da 0,7 milioni di euro del 2010, a quota 27,9 milioni die uro (un +13 per cento a quota 450 milioni di euro quello di Agordo).
Tuttavia il cda di Safilo ha preferito non distribuire un dividendo: in attesa del lancio della licenza di Celine, vista la perdita della licenza di Giorgio Armani (che scadrà a fine 2012) e l’acquisto di Polaroid, gli utili e i flussi di cassa generati, saranno completamente reinvestiti nel gruppo dell’occhialeria. Una scelta dunque assai prudente nel lungo periodo, anche perché Safilo dovrà continuare a investire per compensare la perdita del fatturato legata alle licenze di Armani.
Ma il dato migliore, è che la società, guidata da Roberto Vedovotto, ha ridotto ancora  i debiti a quota 238 milioni di euro, vale a dire 1,9 volte il margine lordo (salito del 13,7 per cento a 122,6 milioni di euro). Inoltre, la maggior parte di queste passività (135 milioni di euro) è legata a un vecchio prestito obbligazionario, su cui il gruppo paga interessi record (quasi il 10 per cento) e che andrà a scadenza nel maggio del 2013. Tenendo conto che gli oneri finanziari pagati nel 2011 superano quota 34 milioni di euro, solo dimezzare gli interessi avrebbe l’effetto di far crescere del 50 per cento i profitti del brand.