Spa: si ferma la fusione Glencore-Xstrata?

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In pericolo la fusione fra la multinazionale Svizzera Glencore vorrebbe inglobare la rivale e connazionale Xstrata che vedrebbe la nascita del colosso nel mondo delle materie prime e minerario? Sembrerebbe proprio che ci sia uno stop e comunque sono accesi i fari dell’antitrust su questa operazione.
E la fusione, anche se andrà in porto, attirerà quasi certamente l’esame degli organismi antitrust, perché il nuovo gruppo controllerebbe il 30 per cento del mercato internazionale del carbone e il 25 per cento di quello dello zinco, una situazione di quasi monopolio che suscita qualche interrogativo.
Xstrata aveva già affermato che le trattative potrebbero portare il gigante Glencore a formalizzare una offerta di acquisizione. In base alle regole che regolano la Borsa di Londra, dove entrambe le società sono quotate, entro il 1° marzo Glencore dovrà comunque decidere se presentare una proposta o rinunciare a farne per 6 mesi.
Si pensava che a proposta sarebbe potuta arrivare presto, prima della relazione sui risultati annuali di Xstrata. La fusione, ove non venisse stoppata, consentirebbe di creare un gigante delle materie prime e ha innescato nette reazioni rialziste sul mercato.
Intanto le azioni Glencore hanno fatto registrare dei balzi in avanti notevoli ma ora questi dubbi potrebbero farlo tornare in altalena.
Dalla fusione nascerebbe un gruppo dal valore di 80 miliardi di dollari Usa e sarebbe di gran lunga la più grande fusione mai realizzata nel settore minerario. Glencore e Xstrata insieme, sarebbero in grado di generare un fatturato di 220 miliardi di dollari Usa nel 2012, proiettandosi fra le prime dieci società quotate. L’utile netto potrebbe essere di 9,4 miliardi di dollari Usa.