Spa: sono rimasti in quattro a contendersi il gruppo Ti Media (con La7)

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Si stringono i nomi dei possibili acquirenti per il gruppo Ti Media (che possiede anche La7). Sembra che ormai la corsa sia a 4. Dopo il passo indietro di  Sky Italia e Mediaset, i pretendenti per  gli asset televisivi di Telecom Italia (con le importanti frequenze per il digitale terrestre) sono rimasti  la statunitense Discovery Channel, pubblic company nata da uno spin off della holding del tycoon John Malone, 3 Italia di Hutchison Whampoa, Cairo Communication, i tedeschi di Rtl del gruppo Bertelsmann. Oggi sono scaduti i termini per le offerte non vincolanti che saranno esaminate dal cda di Telecom Italia del 27 settembre.
Vale la pena ricordare che Ti Media si è rifiutata di far vedere i documenti riservati a Mediaset in quanto si è ritenuto che l’offerta sarebbe in ogni caso stata bloccata dall’Antitrust e avrebbe anche fornito informazioni riservate a una diretta concorrente.
Per valorizzare gli asset Telecom ha diviso il gruppo. Da una parte l’operatore di rete, Ti media broadcasting, che ha i mix digitali, dall’altra La7 in una nuova società sotto la holding.
L’interesse di 3 Italia sarebbe legato a come l’ad Vincenzo Novari avrebbe convinto l’azionista cinese a intervenire. L’obiettivo per i cinesi non sarebbe però il canale televisivo, quanto le frequenze per trasmettere sul digitale.
L’offerta da parte del gruppo Cairo è attesa, si tratta infatti della concessionaria pubblicitaria de La7 (gli introiti del contratto generano disponibilità da impiegare nella gara).
L’interesse dei gruppi internazionali, gli statunitensi di Discovery e i tedeschi di Rtl si spiega con l’intenzione di approdare sul mercato televisivo nostrano che sta attraversando una fase di difficoltà con la frammentazione degli ascolti