Spa: sorrisi in casa Richemont, utili alle stelle

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Il colosso degli orologi elvetici Richemont chiude una stagione da record. Nell’esercizio fiscale chiusosi a fine marzo gli utili del gigante svizzero, che possiede brand del calibro di Vacheron-Constantin e Cartier, ha chiuso il 2011-12 con un rialzo dell’utile netto del 43 per cento a 1,5 miliardi di euro, più delle attese degli esperti.
E così anche la cedola sarà di lusso, vale a dire 0,55 franchi svizzeri, in rialzo del 22 per cento su quella riconosciuta nell’esercizio precedente. Il risultato di gestione è migliorato del 51 per cento a 2 miliardi di euro e il giro d’affari è cresciuto del 29 per cento a 8,9 miliardi di euro.
Ma dopo gli sfarzi Richemont, che è positiva anche per il 2012, ha deciso di concentrarsi sulla crescita per linee interne. Invece che acquisire nuovi marchi il gruppo si concentrerà sul far aumentare la presenza delle griffe che già possiede nei mercati con tassi di crescita maggiore, come il Sudamerica e l’Asia.
Inoltre dai vestiti di Cloe alle penne di montblanc il colosso elvetico, che ha un cuore negli orologi e nei gioielli, ha già provato a diversificare la sua attività su altre categorie merceologiche, non  sempre con gli stessi risultati ottenuti da altri marchi storici come Baume & Mercier e Jaeger-LeCoultre.
Vale la pena ricordare che  Richemont è una holding finanziaria, quotata alla Borsa di Zurigo e con sede a Ginevra, che riunisce marchi del lusso di consolidata tradizione, i quali nel corso degli anni sono stati acquisiti in tutto o in parte dal gruppo, ed ora vengono gestiti in modo sistemico, con metodologie di management avanzate, secondo strategie di posizionamento e di crescita supportate dal gruppo stesso.