Spa: Telecom attacca il mercato brasiliano

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La Telecom va all’assalto del mercato brasiliano. Proprio l’altro ieri Tim Brasil ha dato il via il primo servizio wi-fi in banda larga per la comunità della più grande favela di Rio de Janeiro, Rocinha. E dire che il quartiere era stato “bonificato” solo un paio di settimane prima dalle bande dedite al narcotraffico. E si tratta solo di una delle tante applicazioni dell’infrastruttura in fibra ottica di Aes Atimusche, con circa 5.500 chilometri di rete, copre San Paolo e Rio de Janeiro, ovvero città che rappresentano il 27 per cento del Prodotto interno lordo brasiliano e che costituiscono ad oggi un mercato da 30 miliardi di reais (la moneta verdeoro).
Ma il vero asso nella manica legato ad Aes Atimus sarà il rientro di Telecom Italia nella telefonia fissa, dopo l’uscita da Brasil Telecom cinque anni fa. Con il marchio Tim fiber il gruppo, fra marzo e giugno, darà il via all’offerta per la connessione in banda ultralarga nelle due aree urbane più ricche del Paese, la mission è raggiungere un milione di clienti entro l’anno 2015.
Tim fiber avrà il grande vantaggio rispetto ai compeditors di contenere i costi di installazione in 500 reais per abitazione (poco più di 200 euro), rispetto ai 2.400 reais (circa mille euro) che Telefonica e Oi-Telemar dovrebbero sostenere. In questo modo Tim fiber potrà proporre offerte migliori, ottenendo  margini di profitto più elevati, in un mercato altamente concorrenziale (c’è anche la statunitense Nextel, quinto operatore mobile in Brasile) che è il quarto nel globo dopo Usa, Cina e Giappone.