Spa: Tepco annuncia perdite “monstre” dopo il maremoto

GIAPPONE BANDIERA

Il maremoto dello scorso anno è stato un colpo terribile per tutto il Giappone con perdite umane catastrofiche e danni economici che avrebbero messo in ginocchio molti stati nel mondo. Grazie alla sua forte struttura il Giappone ha retto ma gli effetti collaterali anche nel medio termine ci sono stati tutti. E così sul cippo ha messo la sua testa, la Tepco, l’azienda energetica che gestisce impianti nucleari in Giappone e protagonista del disastro di Fukushima, ha annunciato perdite annuali per 781 miliardi di yen, pari a 9,76 miliardi di dollari Usa, una cifra superiore alle attese degli analisti.
Per l’anno fiscale in corso, tuttavia, la società si attende perdite inferiori e un aumento del fatturato a 6mila miliardi di yen. La settimana scorsa, il governo ha approvato un piano di salvataggio da 12 miliardi di dollari, “nazionalizzando” di fatto l’azienda. Il presidente Toshio Nishizawa ha inoltre avvisato che quest’anno i costi del carburante probabilmente subiranno un’impennata dopo lo stop dei reattori nucleari che coprivano un terzo del fabbisogno energetico nazionale.
La società perderà oltre 1 miliardo di euro anche nel bilancio che si chiuderà a marzo 2013, mentre un ritorno all’utile è previsto solo per l’esercizio successivo e solo se il governo approverà un aumento delle tariffe e la ripartenza della centrale nucleare di Kashiwazaki Kariwa.
La società ha chiesto un rincaro delle tariffe elettriche al ministro del Commercio e dell’Industria per le case e le piccole imprese del 10 per cento, mentre ha rincarato in media del 17 per cento i contratti rinovati con la clientela privata.