Spa: Tim e Olivetti pesano sul bilancio della Telecom

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Telecom Italia ha deciso di svalutare di 7,3 miliardi di euro di avviamenti sulle attività domestiche, che le vengono dall’acquisizione di Tim e dall’eredità della fusione con Olivetti. Per questo motivo di fatto lo scorso anno si chiude con una perdita di 4.726 milioni di euro, senza questa posta straordinaria invece il 2011 avrebbe visto la società presieduta da Franco Bernabè chiudere con un utile di  2.604 milioni di euro.
La valutazione di Bernabè: «La svalutazione non determina conseguenze di natura finanziaria e pertanto non modifica il percorso di riduzione dell’indebitamento della società né la politica dei dividendi».
Come già annunciato il consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea, convocata il 15 maggio, un dividendo pari a 4,3 centesimi di euro per le azioni ordinarie e 5,4 per le risparmio, come dividendo che sarà garantito anche per i prossimi tre anni.
Ha concluso Bernabè: «Il 2011 è stato un anno difficile per l’economia mondiale e ancora di più lo è stato per il nostro Paese che è stata investita dalla crisi del debito sovrano. L’aumento del costo del capitale, determinato dalla crescita dei tassi d’interesse, ha portato ad una revisione al ribasso del valore attualizzato dei flussi di cassa futuri utilizzati per determinare il valore dell’avviamento».
Vale la pena ricordare che Telecom Italia è la principale ditta italiana di telecomunicazioni, che offre nel nostro Paese e all’estero servizi telefonia cellulare, telefonia pubblica, di telefonia fissa, telefonia IP, Internet e televisione via cavo.
In Italia opera nella telefonia fissa e nell’accesso ad Internet con il marchio Telecom Italia, nella telefonia mobile con il marchio TIM, nella telefonia IP e nella televisione via cavo (IPTV) con il marchio IPTV di Telecom Italia.