Spa: Unicredit diventa sempre più… araba

UNICREDIT

Dopo giornate buie, a dir poco, il gruppo Unicredit torna a vedere la luce a Piazza Affari. Tutto questo grazie all’annuncio che il fondo arabo di Abu Dhabi (Aabar) intende salire dall’ attuale 4,99 per centoal 6,5 per cento dopo l’aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro.
Il titolo, che aveva aperto bene le contrattazioni in linea con il resto di quanto sta accadendo nel settore bancario, si è rafforzato dopo il comunicato dell’investitore sovrano arabo, in cui il presidente di Aabar, Khadem al Qubaisi, ha spiegato le sue prossime mosse: «Questo investimento aggiuntivo nel gruppo Unicredit vuole confermare il nostro supporto alla banca e al suo management».
Aabar pensa che: «Il buon esito dell’attuale aumento di capitale aiuterà a sostenere la base patrimoniale dell’importante gruppo bancario italiano e porterà un outlook più positivo per il futuro».
Tramite la controllata Aabar Luxembourg,  il fondo sovrano è già azionista con la massima quota possibile (senza cioè limitare i diritti di voto, come prevede lo statuto del gruppo) dalla metà di due anni fa, quando rastrellò azioni investendo circa 1,8 miliardi di euro per diventare socio di peso nella banca che allora era guidata da Alessandro Profumo.
L’incremento di questi giorni renderebbe Aabar il primo socio di Unicredit, con possibili (diremmo molto probabili) ricadute sulla sua struttura manageriale di vertice, che insieme al consiglio di amministrazione è da rinnovare in primavera.
Unicredit aveva vissuto momenti duri nel momento in cui aveva preso la decisione di prezzare a un livello basso il suo aumento di capitale cosa che ha finito per deprimere ulteriormente i mercati facendo capire quando risultino in questo momento poco appetibili i titoli bancari.