Spa: Vodafone accusa la crisi economica europea

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Il gigante della telefonia Vodafone accusa la crisi. Ha infatti chiuso l’esercizio al 31 marzo con un utile netto di gruppo in calo del 12,7 per cento a poco meno di 7 miliardi di sterline e un utile adjusted per azione a 14,91 pence (un -11 per cento).
L’Ebitda è sceso dell’1,3 per cento a 14,5 miliardi di sterline e i ricavi sono saliti dell’1,2 per cento a 46,4 miliardi di sterline. Vodafone distribuirà una cedola finale di 6,47 pence per azione, che porta il dividendo annuo ordinario complessivo a 9,52 pence, in rialzo del 7 per cento rispetto all’esercizio precedente.
Includendo i 4 pence di dividendo speciale, la cedola che verrà distribuita agli azionisti è pari a 13,52 pence (un +51,9 per cento). La società ha registrato una flessione dell’1 per cento del fatturato nel Vecchio Continente con Grecia e Italia e in forte flessione, si aspetta per il prossimo anno una crescita dell’utile operativo adjusted, pari al 31 marzo a 11,532 miliardi di sterline (un -2,4 per cento), atteso in un range tra 11,1 e 11,9 miliardi di sterline e una stabilità del free cash flow, pari a 6,105 miliardi di sterline (un -13,45 per cento), stimato tra 5,3 e 5,8 mld.
Sui conti pesano oneri straordinari per 4 miliardi di sterline per la svalutazione degli avviamenti in Portogallo, Grecia, Italia, Spagna.
Vale la pena ricordare che Vodafone con sede a Newbury, nel Regno Unito. Ha partecipazioni in 25 paesi, in 16 dei quali opera con il proprio marchio e conta 252,3 milioni di clienti nel mondo. Grazie anche ad un accordo con l’operatore caraibico Digicel nel 2007 i “Partner-Networks” di Vodafone sono presenti in 65 paesi nel mondo. È il più grande operatore telefonico al mondo per fatturato.