Spa: Zegna sfoggia una liquidità eccezionale

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Probabilmente Ermenegildo Zegna, dopo Giorgio Armani, è l’imprenditore della moda più liquido del momento. L’azienda di tessuti e abbigliamento di alta di gamma ha chiuso lo scorso anno con risultati record, tra cui una posizione finanziaria netta positiva per 245 milioni di euro.
Lo scorso anno il gruppo ha registrato 1.127 milioni di euro di ricavi (un +17 per cento), 233 milioni di euro di mol (un +66 per cento) e utili quasi raddoppiati a 115,1 milioni di euro. Basandosi su questi risultati, anche se la marginalità risulta  inferiore rispetto a quella dei concorrenti del mondo del lusso (il rapporto tra mol e ricavi è infatti fermo al 20,7 per cento), la società ha deciso di distribuire un bonus di mille euro ai suoi settemila dipendenti.
Zegna ha anche fatto entrare nel suo consiglio il presidente della divisione cinese di Jp Morgan, Jong Ulrich. L’Asia rappresenta infatti uno dei mercati di riferimento del gruppo: il 90 per cento del fatturato del gruppo viene realizzato fuori dal nostro Paese e l’Asia rappresenta la meta (e la metà) del totale delle esportazioni.
Il gruppo si è sempre avvalso di importanti consulenti, tra cui Domenico De Sole e ora Ulrich, ma non in procinto di fare importanti acquisizioni nè sembra propenso a quotarsi in Borsa. Aveva tentato a comprare Brioni, ma poi si è fatto sfuggire l’affare che è andato all’azienda francese Ppr. Intanto Gildo Zegna si può consolare con il 3 per cento che ha preso in collocamento di Brunello Cucinelli, società di cui è sia fornitore, sia rivale. Tuttavia l’investimento in Cucinelli è finanziario e ammonta a 17 milioni di euro, una cifra pari solo al 7 per cento della liquidità che il gruppo aveva a fine dicembre 2011.