Standard & Poor rating Paesi: America giù, è polemica

Michael Pistillo

Nuovo allarme per il crollo di listini dovuto al taglio del rating Usa di Standard and Poor’s. I ministri finanziari del G7 si sono dati appuntamento oggi in una conference call, una riunione telefonica per fare il punto della situazione.  A lavoro anche il Consiglio direttivo della Bce che si è riunito insieme ai Governatori delle banche centrali dell’Eurozona. Secondo il Wall Street Journal la Banca Centrale Europea starebbe pianificando l’acquisto di bond spagnoli e italiani su larga scala.
Standard and Poor’s arriva la conferma sulla stabilità del rating francese: “Il rating tripla ‘A’ della Francia è stabile”, ha dichiarati Jean-Michel Six il capo economista europeo di S&P, spiegando anche che la leadership politica ed una buona governance sono un fattore importante nelle valutazioni delle agenzie di rating. Ma i timori e le bocciature non sono finite. Sempre restando a Standard and Poor’s, il debito degli Stati Uniti è destinato a crescere nei prossimi dieci anni anche con l’accordo sul tetto deciso in extremis. Per questo motivo le prospettive negative del rating segnalano un rischio che nei prossimi mesi si arrivi a un ulteriore abbassamento del giudizio. E’ quanto sottolinea il direttore operativo di S&P, Davide Beers, rispondendo alle pesanti critiche del Tesoro americano dopo il taglio del rating Usa. L’intervento della Bce su Italia e Spagna rappresenta uno dei primi sforzi da parte dell’Unione. In particolare, la decisione di acquistare titoli di Stato italiani equivale ad accettare che gli stati membri dell’area euro non sono in grado di rispondere in maniera efficace alla crisi, lasciando alla Bce tutta la responsabilità. Impossibilità o una classe politica inadeguata? Ciò potrebbe anche mutare la natura dell’Unione monetaria. Intanto, Alain Minc, economista, uno dei consigliere del presidente francese Sarkozy, fa sapere che “l’Italia non salterà, è un partner indispensabile”. Spiega Minc “stiamo andando a grandi passi verso la governance economica europea voluta dalla Francia”.
Si sta lavorando ad un’azione coordinata delle banche centrali per la crisi del debito, che coinvolga la Banca Centrale Europea (Bce), la Fed e la Bank of Japan.