Steve Jobs morto, effetti collaterali sui titoli Apple in borsa

borsa di francoforte

Come tutte le leggende, anche quella di Steve Jobs nasce al momento della morte della persona. Morte avvenuta stanotte: il fondatore della Apple non ce l’ha fatta a vincere la battaglia contro il grave tumore che lo colpiva dal 2004. Nell’agosto di quest’anno Steve Jobs aveva passato il timone dell’azienda a Tim Cook, per ritirarsi dall’incarico, ricordandoci anche la gravità delle sue condizioni di salute.

L’America saluta uno di quei grandi ricchi geni dell’informatica appartenenti alla “generazione dei garage”, che coltivano e sviluppano una idea al di fuori delle mura universitarie o delle grandi aziende. E la portano in alto. Nel mondo ci sono circa 90 milioni di iPhone 4, e centinaia di milioni di altri prodotti della casa della mela morsicata, come computer Mac, iPod, iPad, iPhone di vecchie generazioni e software di ogni tipo, vengono utilizzati ogni giorno nel mondo.

Oggi l’azienda vale 350 miliardi di dollari circa. Fino a ieri, una azione della Apple in borsa valeva 378,25 dollari: ieri era un’ottima giornata per la Apple, reduce da un gratificante evento di presentazione del nuovo iPhone 4S, che ha mostrato a tutti come la crescita nel mercato degli smartphone sia predestinata a realizzarsi anche per il prossimo anno. Oggi però, le azioni della Apple subiscono il colpo della scomparsa del loro numero 1: alla borsa di Francoforte (che oggi ha aperto a +0,70%), le azioni della Apple sono scese del –3.7%. Per molti investitori si tratta di un piccolo effetto collaterale che tornerà presto sulla buona strada anche alla luce delle novità nel mercato degli iPhone e delle applicazioni che la Apple stessa ha annunciato questa settimana.