Tagli ai Ministeri 2011, ci siamo

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Entro il 25 settembre arriverà un decreto della presidenza del Consiglio sulla ripartizione tra i ministeri dei tagli previsti in manovra. È quanto si legge nella nota di aggiornamento del Def, il documento di economia e finanza, resa pubblica dal Tesoro. “Ciascun ministero potrà proporre la rimodulazione delle riduzioni previste dal decreto rimanendo comunque escluse le spese destinate al finanziamento del Fondo per il funzionamento delle università, alla ricerca e all’istruzione scolastica, il Fondo unico per lo spettacolo e le risorse per la manutenzione e la conservazione dei beni culturali. E’ ulteriormente esclusa la quota del Fondo per le aree sottoutilizzate destinata alla programmazione regionale”, contiene il documento.

La diminuzione totale della spesa ministeriale ammonta nel2012, in termini di indebitamento netto, a 7 miliardi, 6 miliardi nel 2013 e 5 miliardi a partire dal 2014, come specificato nella Nota. Ciò sta a sintetizzare l’effetto legato alla manovra di luglio e a quella di ferragosto. Nonostante le prospettive di crescita siano pessime e peggiorino un giorno dopo l’altro, l’esecutivo conferma il proprio percorso di riduzione del debito pubblico che dovrebbe portare al raggiungere il pareggio di bilancio nel2013. A fine 2011 il prodotto interno lordo aumenterà dello 0,7% ovvero di quasi mezzo punto percentuale in meno di quanto ci si aspettava nei mesi precedenti e il calo sarà ancora più forte nel 2013. Sempre nella nota di aggiornamento del Def, viene indicato come la previsione di crescita per il prossimo anno sia solo dello 0,6% . Un aggiustamento quindi al ribasso che rimanda alle nuove stime delle istituzioni internazionali, ma anche alle conseguenze della super manovra di questo ferragosto. Un atto duro ma necessario per contrastare l’ampliamento del differenziale di rendimento sui titoli di Stato. Tuttavia al momento mercati ed investitori non trovano queste scelte politiche abbastanza credibili e soddisfacenti, solo scelte di risanamento più mirate e di lungo periodo potranno migliorare davvero le aspettative e produrre effetti positivi sulla crescita.