Terremoto Roma 11 maggio 2011: quanto ci costa una bufala così!

terremoto roma 11 maggio 2011

La paura delle grandi catastrofi riunisce intorno allo stesso focolare milioni di persone, tutte quante insieme vengono allo stesso tempo attratte e spaventate da una grande paura.

Paura che viene alimentata da diverse teorie, indiscrezioni, condivisioni di punti vista.

E’ quanto accade con la “profezia scientifica” (come altro chiamarla?) che vorrebbe la venuta di un potente terremoto a Roma il prossimo 11 maggio 2011. Grazie ad Internet, di giorno in giorno cresce costantemente il numero delle persone interessate, e la fobia, allora, si fa più insistente.

Sui social network più famosi sono nati addirittura gruppi che danno caccia alle informazioni (ve ne segnaliamo uno raggiungibile al seguente link: terremoto roma 11 maggio 2011 ), la loro utilità perlopiù è quella di consolidarsi e scambiarsi contenuti rassicuranti, come articoli di esperti che smentiscono la profezia, una sorta di “calore umano” virtuale, insomma.

Tutto è nato con la strumentalizzazione di Raffaele Bendandi, da qualche mese a questa parte conosciuto con il nome di “l’uomo che prevedeva i terremoti”, fortunato appellativo dovuto ad un paio di previsioni indovinate che lo hanno messo al centro delle attenzioni apocalittiche. Peccato però che, come ha ricordato giustamente qualcuno, se le sue teorie sui terremoti fossero state riconosciute dalla scienza, avrebbe ricevuto un Premio Nobel o qualche altro riconoscimento di valore, Raffaele Bendandi invece nient’altri era che un autodidatta che ha passato la vita a prendere appunti sulle sue previsioni e allora, scrivendone a bizzeffe, naturale che qualcuna la si vada ad indovinare, almeno per statistica.

In realtà quanto sta succedendo con le previsioni sul grande terremoto di Roma maggio 2011  è l’ennesima risposta della gente alla società della paura, degli allarmismi e dei terrorismi nella quale viviamo. Un secolo rischioso e terrificante del quale noi siamo i primi abitatori, dagli attentati alle Torre Gemelle agli tsunami, terremoti e altre catastrofi che hanno colpito il mondo in questi 10 anni, noi ne siamo usciti fuori consapevoli di saper vivere nell’idea di una catastrofe improvvisa. Ma i terremoti e gli attentati c’erano pure 100 anni fa, soltanto che allora l’informazione non era così pervasiva e le persone “condividevano” di meno le proprie opinioni, mentre oggi, come si dice, più ci informa più si realizzano le proprie paura. Proviamo a pensare a cosa potrebbe accadere a Roma l’11 maggio 2011: persone in strada, attività lavorative sospese, sonnellini dentro le automobili, tensione nell’aria. Questa fobia potrebbe costare al Paese fino a 205 milioni di euro (cifra stimata in rapporto al contributo che la capitale dà al Pil dell’Italia, poco più del 6% del totale). Duecento milioni di euro persi in un giorno, ma siamo sicuri che la bilancia si rifarà il piatto con gli affari che girano intorno all’informazione, ad Internet, alle paure, gadgets, strumenti e quant’altro. I soldi, del resto, non hanno paura di niente. E voi?