Terza bomba a Equitalia: attentato sventato

FAI

Dopo Francoforte e Roma, il terzo pacco bomba spedito dagli anarchici insurrezionalisti della Fai, potrebbe esplodere a Milano.

Sono queste le ipotesi degli investigatori della Digos, dopo aver avuto la certezza che l’ordigno arrivato venerdì scorso al direttore generale di Equitalia, in via Andrea Millevoi 10, all’Ardeatino, era partito dagli uffici postali del capoluogo lombardo. A dimostrarlo è stato il timbro postale che si trovava nella busta gialla arrivata nella sede di Equitalia. Si trattava di un pacco bomba, rivendicato dal gruppo anarchico della Federazione Anarchica Informale e indirizzato a Marco Cuccagna, 51 anni, direttore generale di Equitalia. L’uomo, dopo l’esplosione del pacco che conteneva una borsetta porta videogiochi per bambini, è rimasto ferito alla mano e ha riportato lievi ferite al volto. Da quel momento, la procura di Roma ha aperto un fascicolo d’inchiesta per ipotesi di attentato con finalità di terrorismo. Il giorno prima, infatti, un altro plico era arrivato all’amministratore delegato di Deutsche Banck, Josef Ackermann e riportava lo stesso identico timbro. Per questo il questore capitolino, Francesco Tagliente ha invitato alla massima allerta con la corrispondenza in arrivo. Nel mirino ci sono come sempre gli edifici simbolo del potere economico e finanziario delle città: dalle banche ai palazzi della Borsa, ma non vengono esclusi anche i grandi centri commerciali. Ora si teme per la terza bomba della Fai, che in una rivendicazione, due giorni fa, parlava di “tre pacchi esplosivi spediti contro banche, banchieri, zecche e sanguisughe”. Simili frasi erano state riportate nella lettera di rivendicazione scritta a mano e in italiano e ritrovata all’interno del pacco bomba esploso a Roma.

 

La paura cresce sempre di più.