Titoli di Stato: bene l’asta dei bund spagnoli

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Risultati positivi sul fronte obbligazionario spagnolo. Il governo di Madrid si frega le mani, ha collocato infatti 2,54 miliardi di euro di bond contro un target di 2,5 miliardi di euro. I rendimenti sul titolo a 10 anni sono risultati in rialzo al 5,743 per cento dal 5,403 per cento di gennaio. I tassi sul titolo a 2 anni si sono attestati al 3,463 per cento. La domanda per i bonos a 10 anni è stata di 2,42 volte l’importo offerto, in rialzo da 2,17 dell’emissione precedente. Il differenziale bonos/bund resta sopra quota 400 punti.
Intanto la Francia ha collocato sul mercato otto miliardi di titoli a breve e medio termine, con il tasso sul titolo a 5  anni in lieve rialzo. Il Tesoro ha venduto 2,7 miliardi di bond quinquennali, offrendo un rendimento medio dell’1,83 per cento rispetto all’1,78 per cento pagato in precedenza. Parigi ha anche piazzato 3,55 miliardi di titoli a due anni e 1,73 miliardi di bond con scadenza nel 2015.
Il differenziale tra il Btp e il Bund è in rialzo a 388 punti dopo aver chiuso ieri a 376. Il rendimento del decennale si attesta al 5,55 per cento, il quinquennale a 4,579 per cento e il biennale a 3,073 per cento.
Non aiutano Milano i dati negativi sugli ordini industriali scesi, a febbraio, ai minimi dal 2009. Crescono gli inattivi, arrivati a 3 milioni: vale a dire persone che vorrebbero lavorare, ma non cercano  più impiego.
La moneta unica è invariata all’apertura dei mercati a 1,3115 contro il dollaro  Usa come ieri dopo la chiusura di di Wall Street. Lo yen resta sotto quota 107 a 106,85.
Il petrolio è ancora in calo sui mercati asiatici a 102,57 dollari al barile. Il brent guadagna lo 0,2 per cento a 118,22 dollari Usa il barile. L’oro in forte calo sui mercati asiatici dove il prezioso minerale giallo con consegna immediata viene scambiato a 1.639,20 dollari  Usa l’oncia. In calo anche l’argento a 31,56 dollari Usa all’oncia.