Titoli di stato: cala lo spread, sale il petrolio

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Piano piano le cose stanno migliorando per il famoso spread. Ma anche se il differenziale Btp-Bund resta su livelli elevati, oggi si sono avuti dati più contenuti rispetto ai massimi di qualche tempo fa: il differenziale tra i titoli decennali italiani e tedeschi è infatti di 459 punti. Ieri si era chiuso in calo a 463,4 punti dai 471 punti di martedì.
Sul fronte dei titoli di stato la Spagna ha collocato titoli di stato a 4,7 e dieci anni per un totale di 6,6 miliardi, un livello superiore all’obiettivo che si era posto il governo madrileno.
Il costo di finanziamento è calato sia sui titoli a 10 chee su quelli a 7 anni. Gli interessi sono invece leggermente saliti sui titoli a quattro anni. L’Aft (Agenzia del Tesoro francese) che gestisce il debito transalpino, ha annunciato il collocamento di 7,965 miliardi di euro di titoli a medio termine con tassi in calo, nonostante la perdita della tripla grazie alla decisione dell’agenzia di rating statunitense Standard & Poor’s. L’importo collocato è quello previsto e i rendimenti risultano in forte calo.
Ma ora le attenzioni di tutti gli operatori sono dirette sulla trattativa ad Atene tra governo e creditori privati e sugli aiuti che il Fondo monetario internazionale chiederà al G20 per aiutare il Vecchio Continente.
Per la Banca centrale europea, che oggi ha pubblicato il suo bollettino, l’economia europea rimane sotto pressione.
Il petrolio al barile fa segnare a Wall Street un rialzo avvicinandosi alla soglia dei 102 dollari dopo la carrellata di indicatori economici a stelle e strisce e in attesa del dato sulle scorte settimanali di greggio, benzina e distillati.