Titoli di stato: il declassamento del rating non ha effetti sullo spread

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Quella odierna è stata un’asta positiva per quel che concerne i titoli di stato italiani soprattutto per quelli a breve scadenza
Quelli a 3 anni sono stati completamente assegnati facendo registrare dei rendimenti in calo e una domanda in crescita. Quelli a 5 e 10 anni hanno registrato anche loro un calo dei tassi ma la domanda non è riuscita a coprire l’offerta come a dire che gli operatori vorrebbero tassi un po’ più alti per accettare il rischio.
Il rendimento dei Btp a 3 anni è calato di 1,42 punti dal 4,83 per cento al 3,41 per cento, ai minimi dal marzo dello scorso anno. Sono stati collocati sul mercato 4 miliardi di euro con una domanda in crescita da 1,22 a 1,4 volte l’offerta a 5,617 miliardi di euro.
Raccolti anche 686 milioni di euro con il collocamento di Btp scadenza 2015, cedola 3 per cento, rendimento 3,77 per cento.
Meno bene i tassi dei Btp a 5 anni offerti in asta oggi si sono attestati al 3,77 per cento, mentre quelli a dieci anni sono del 4,26 per cento. Il Tesoro ha assegnato per i buoni a cinque anni 685,6 milioni di euro, decisamente inferiori ai 2 miliardi di euro di offerta massima prevista, contro una richiesta di 1,6 miliardi di euro. Per i decennali l’offerta è stata di 2,2 miliardi: 1,3 miliardi quelli assegnati.
Anche in Spagna le cose sono andate bene: collocati 5,45 miliardi di euro di titoli a dodici e diciotto mesi, a fronte di un obiettivo massimo di 5,5 miliardi di euro, con tassi in calo. Il rendimento del titolo a 1 anno è sceso all’1,899 per cento dal 2,049 per cento dell’asta di gennaio, mentre il tasso dei bonos a 18 mesi è calato al 2,308 per cento dal 2,399 per cento.