Troppi zeri su Yara Gambirasio, limitare al minimo le ultime notizie

La spettacolarizzazione della cronaca nera a fini di audience delizia il pubblica italiano. Che non viene meno dal praticare sul web, sulla televisione o sui giornali una assidua ricerca di ultime notizie riguardanti la storia del momento. Per rispondere, chissà perché, a quell’ancestrale istinto di condividere tragedie per esorcizzare le proprie paure.

Giusto 3 giorni fa in tv il programma Quarto Grado in onda su Retequattro, avente a che fare con i casi di Yara Gambirasio e delle Gemelline scomparse è stato seguito da circa 2.850.000 spettatori.

Per circa 80 giorni consecutivi tutti i quotidiani di cronaca nazionale ne hanno parlato, mentre si stima che oltre 2.000 ultime notizie al giorno vengano messe online per conto dei siti informativi. A questo aggiungiamo i “deliri massmediatici” riguardanti talk show, sensitivi, rotocalchi e appuntamenti con le riviste che sponsorizzano servizi speciali come se fossero allegati da vendere in abbonamento.

La cannibalizzazione informativa del caso Yara Gambirasio però trova un giusto oppositore in in Mauro masi, direttore della Rai, che ha imposto agli autori dei programmi tv dei suoi canali di limitare al “minimo necessario” i servizi televisivi su Yara Gambirasio. Fate così anche voi: cambiate canale (o sito Internet) quando trovate approfondimenti su un’inchiesta che purtroppo brancola ancora nel buio. Ne va della vostra (e nostra!) pace.