Tutte le novità della manovra economica

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Nel passaggio alla Commissione Bilancio del Senato, sono state introdotte alcune importanti novità nella manovra. Domani il decreto arriverà in Aula praticamente blindato, ma nei corridoi già si mormora di porre la fiducia, anche se nulla è stato ancora deciso.

 

Via il contributo di solidarietà, salve quindi le buste paga dei manager privati e dei calciatori. I tagli verranno dirottati sui pubblici dipendenti e pensionati. Tagli agli stipendi del 5% oltre i 90.000 euro e del 10% oltre i 150.000. Salve anche le feste laiche come il Primo Maggio, il 25 aprile e il 2 giugno che non verranno accorpate alla domenica. Diverso per quelle patronali, dove si salva solo la festa di Roma. meno tagli agli enti locali e più ai ministeri. Il gettito di circa 1,8 miliardi atteso dalla Robin Hood Tax, l’addizionale sulle imprese energetiche, andrà ad alleggerire integralmente i tgli agli enti territoriali. Scattano le manette per i grandi evasori: niente sipesnsione condizionale della pena oltre i 3 milioni di euro. Salta invece la norma che oobligava a indicare il nome della banca. L’Agenzia delle Entrate potrà attraverso gli intermediari finanziari stilare una sorta di liste nere di contribuenti da mettere sotto controllo in via preventiva. I Comuni potranno pubblicare on line sui loro siti i dati relativi alle dichiarazioni ma solo in forma aggregata, per categorie. E Passa dal 50% al 100% l’incasso dei frutti della lotta all’evasione con la collaborazione del Comune.
Giro di vite sulle coop, dove si alleggeriscono le agevolazioni e gli utili peseranno di più sulla base imponibile. Più tasse alle società di comodo, in arrivo una serie di norme restrittive e maggiori controlli sui beni delle società usati da soci o familiari. Barche e auto entreranno nel ‘redditometro’.

 

Ma la novità che fa più discutere riguarda il contratto aziendale che mette in deroga anche il licenziamento. I contratti di lavoro aziendali o territoriali operano anche in deroga alle leggi (vale anche per l’articolo 18) e ai contratti collettivi nazionali. L’accordo interconfederale del 28 giugno viene recepito in manovra. Nelle intese aziendali o territoriali valide ‘erga omnes’, per misurare la rappresentatività del sindacato basta anche il criterio “territoriale”. Un duro colpo a sindacati e lavoratori. Buone notizie invece sul versante donne e lavoro. Si amplia infatti alle neo mamme la platea dei soggetti che non possono essere licenziati in deroga alle leggi. In programma anche una riforma degli uffici giudiziari, con una riorganizzazione dei tribunali. Per quanto riguarda i piccoli comuni, niente giunte per quelli sotto i 1.000 abitanti e accorpamenti attraverso le Unioni. Meno assessori anche nei Comuni oltre questa soglia ma sempre di piccola taglia. Riunioni, “preferibilmente” di sera. Salta invece il taglio delle Province con meno di 300.000 abitanti; la partita è rinviata ad un ddl costituzionale. Confermato invece il dimezzamento dei consiglieri provinciali. Cambia anche la norma sulle incompatibilità tra carica parlamentare e altre cariche elettive che si estende anche ai parlamentari europei in quota italiana. Esclusi dalla clausola di salvaguardia che prevedeva un loro taglio se i ministeri non raggiungeranno nel 2012 i 6 miliardi di euro di risparmi. Salve invece le tredicesime statali e i mini enti di ricerca e cultura che non verranno soppressi con le istituzioni con meno di 70 dipendenti. Il Fisco potrà anche recuperare coattivamente le somme non riscosse dal condono tombale del 2002, entro il termine perentorio del 31 dicembre 2011.  La manovra economica salva il numero chiuso per le farmacie, limitando per questo settore la liberalizzazione. Via libera alla revisione della spesa pubblica: la norma impegna il ministro dell’Economia a presentare al Parlamento entro il 30 novembre 2011 un programma per la riorganizzazione della spesa pubblica. Tra gli obiettivi di revisione della spesa c’è l’accorpamento degli enti della previdenza pubblica, andando così verso un ‘super-Inps’. Salvato fortunatamente anche il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti industriali. Alcuni nodi stanno venendo al pettine, ma rimane da sciogliere quello più grande: fiducia o no? Forse il nodo anziché essere sciolto verrà tagliato del tutto.