Unicef: il capitano della Roma Francesco Totti nuovo ambasciatore

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Per fortuna non solo di calcio scommesse si vive. È questo quello che viene in mente quando Francesco Totti indossa la maglia blu dell’Unicef al posto del solito giallorosso. Una accoppiata vincente, da sempre in prima fila nella lotto contro la fame e a tutela dell’infanzia nel mondo.

Per tutti quei bambini che guardano ai loro calciatori preferiti come a dei super eroi. E forse Totti un po’ super eroe lo è davvero. Fin da giovanissimo calciatore di talento impegnato nel sociale e a fianco dei più indifesi. In campo a volte si è fatto riconoscere per qualche piccolo sgarbo oltre ai fantastici gol, ma fuori dal campo ha mostrato sempre solo tanta modestia, umiltà, disponibilità d’animo e tanta sana ironia romanesca.

Lo fa mettendoci tutto se stesso, il ragazzo di borgata che non è mai cambiato, er pupone, il padre e il marito di uno dei volti più amati del piccolo schermo. Sempre lo stesso stile, la faccia sempre uguale e simpatica, un po’ ingenua e un po’ furba, sia che giochi con la moglie negli spot pubblicitari sia quando scherza sui colori dell’Unicef che gli ricordano vagamente quelli della Lazio.

È il Totti che conosciamo e che abbiamo imparato a conoscere, senza uffici stampa, senza intermediari, che mette la propria popolarità a disposizione degli altri, di quelli che non hanno abbastanza voce, di chi ne ha bisogno. Questo l’aspetto messo in evidenza nel cortometraggio “Le stelle ti prendono per mano” presentato ieri al Festival di Taormina, alla presenza di tanti importanti ambasciatori di buona volontà. Nel corto si vedono star planetarie impegnate a portare di persona la loro solidarietà nei luoghi più disparati del mondo, controllando di persona che i fondi raccolti alle tante feste esclusive in smoking abbiano poi un senso nella vita reale di tutti i giorni, quella dove si vive con meno di un dollaro al giorno. Ecco allora che ci si commuove, ci si indigna e ci si impegna per dare una mano. Perché davanti agli occhi di un bambino che soffre è impossibile non agire diversamente.