Unione Europea all’Italia: alcuni punti per combattere la crisi

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La Commissione europea ha inviato un documento a Tremonti e al Governo italiano, inserendo trentanove domande alle quali noi dobbiamo rispondere entro questa settimana in modo preciso, chiaro e dettagliato.

L’Unione Europea chiede all’Italia di specificare concretamente e nel modo più dettagliato possibile a che punto di applicazione o approvazione sono le misure promesse nella lettera d’impegni, che il 26 ottobre il premier Berlusconi ha presentato a Bruxelles. Per poter raggiungere gli obiettivi entro il 2012 e il 2013, la Commissione europea esige che l’Italia confermi il suo impegno, intervenga con le giuste misure addizionali, specifichi i dettagli delle privatizzazioni e  spieghi come riuscirebbe a garantire quei 5 miliardi di incassi annui che sono previsti per il prossimo triennio. E’ evidente che l’Unione europea è davvero preoccupata e forse pensa che non riusciremo mai a mantenere le promesse fatte. Soprattutto, come sottolinea nella lettera inviata al ministro dell’economia Giulio Tremonti, ha paura vista “l’inerzia del premier  e la sua inaffidabilità di mettere a repentaglio la tenuta dell’intera zona euro e con essa i risparmi di centinaia di milioni di cittadini europei”. I punti delle domande che l’Unione Europea ha posto all’Italia riguardano in particolar modo: le pensioni, la scuola, le infrastrutture, la concorrenza e la semplificazione della Pubblica amministrazione. Già tra pochi giorni, inoltre, verrà eseguita una missione sul nostro territorio da parte del Fmi e di alcuni agenti della Bce per svolgere una verifica pubblica sull’attuazione delle misure con cadenza trimestrale.

I 39 punti elencati dall’Unione Europea rappresentano un obbligo per il nostro paese se vuole evitare di precipitare. Speriamo che questa volta riusciremo ad evitare il crollo.