Usa ed Europa: debiti e crescita

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Il sogno americano infranto dietro lo spettro di una nuova recessione e non va meglio in Europa, dove il vecchio continente è infestato dai fantasmi dei debiti sovrani, sospesi in bilico tra la vita e la morte finanziaria. E se l’economia americana arranca, tutte le altre, specialmente quelle europee, la seguono.  
Una medicina esiste per la crisi dei debiti sovrani e per tentare di risanare i conti pubblici, sia nel vecchio continente che oltre oceano: tagliare le spese pubbliche e aumentare le tasse. Peccato che queste siano scelte che non pagano nei governi più preoccupati per le campagne elettorali che del paese.

Tra i grandi europei, l’Italia è quella che cresce meno e lo stato delle finanze pubbliche, con un rapporto tra debito e Pil oltre il 118%, oltre a segnare un record negativo, impongono nuove e più efficaci soluzioni. A complicare la situazione, ci sono poi i debiti sovrani, il che significa che per i mercati internazionali i titoli garantiti dagli Stati non sono più sicuri. C’è poi lo spettro della speculazione, che è quella degli operatori che vendono un titolo, in genere allo scoperto senza cioè detenerlo effettivamente, al fine di innescare un meccanismo al ribasso e poter riacquistare lo stesso titolo a un prezzo minore lucrando sulla differenza. Ed è quanto sta accadendo in questi giorni. Ma il peggio non finisce qui, perché se c’è chi è pronto a speculare, c’è anche chi al gioco non partecipa proprio, azzerando ogni tipo di investimento.

 La piaga che affligge gli Stati Uniti è invece quella del «double dip», la doppia recessione. La soluzione sarebbe un allargamento delle maglie del credito che metta in circolazione più dollari dando nuovi stimoli all’economia. I soldi che fuggono dal mercato, vanno a rifugiarsi sotto i materassi, nei franchi svizzeri e nei bund.  Beni rifugio sono anche i Tresauries, i titoli di Stato americano e a sorpresa lo yen giapponese. Che sia l’Asia la chiave della risposta alla crisi?