Vince il decreto liberalizzazioni: punti salienti

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Alla fine ce l’ha fatta. Il decreto Liberalizzazioni ha avuto la meglio su tutti noi comuni cittadini che non eravamo molto d’accordo con le nuove modifiche introdotte. Cerchiamo di capire cosa è cambiato però con i nuovi emendamenti inseriti che, in teoria, dovrebbero aver cambiato sostanzialmente gli intenti originari delle liberalizzazioni di Mario Monti.

Emendamenti che hanno portato la manovra dell’esecutivo verso una formale variazione in favore delle principali lobby e invece a netto sfavore dei consumatori. Ma non mettiamo subito le mani avanti e cerchiamo di capire se è davvero così e perché.

Fino a poche settimane fa, le associazioni dei consumatori sostenevano che con la manovra sulle liberalizzazioni, i cittadini risparmieranno ben 1.000 euro l’anno grazie all’abbassamento delle tariffe e dei prezzi sui servizi. E’ cambiato qualcosa rispetto agli originari intendimenti di governo di cui si parlava soltanto poche settimane fa?

Si, adesso ci sono una serie di emendamenti in esame alle commissioni competenti che rischiano di nuocere gravemente al decreto delle liberalizzazioni. Per esempio vi è il delicato problema dei taxi. A decidere sulla concessione delle nuove licenze saranno i Comuni, ma dovranno sentire il parere non vincolante dell’Authority dei Trasporti.

Un altro dei punti delicati del decreto era quello sulle farmacie, tema sul quale non si è ancora raggiunta una decisione comune. Lo scoglio è quello sulle nuove aperture che la categoria (ovviamente) considera dannose. In seguito alle novità delle ultime ore forse sparirà la pianta organica con la possibilità di apertura di nuove farmacie e il quorum di abitanti necessari passerà da 3 mila a 3.300 abitanti.

Poi arrivano le ultime novità, ovvero: conti correnti a spese zero per i pensionati che percepiscono una pensione non superiore a 1.500 euro, si potrà aprire un mutuo anche senza aprire un conto corrente presso la stessa banca, le banche dovranno presentare almeno due diversi preventivi di polizze non riconducibili allo stesso istituto, bonus sulle assicurazioni, cancellata la commissione sul rifornimento di carburante fino a 100 euro pagato con carta o bancomat, spariscono le clausole vessatorie nei contratti tra professionisti e consumatori e nasce il rating sulla legalità delle imprese.

Insomma tantissime novità in più: ma dono vere liberalizzazioni? E’ questa la domanda che viene un po’ a tutti spontanea nel leggere questi emendamenti. La via delle liberalizzazioni per una vera concorrenza è quella giusta, ma è davvero così?