Youtube, Twitter, e Facebook i “cattivi” della guerra in Siria

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Internet: il nemico pubblico numero uno. Forse non sarà nella lista nera dei maggiori ricercati del mondo, ma qualcuno ha parlato chiaro: sparare senza tanti fronzoli su chi gira filmati che potrebbero finire in rete. Il messaggio poco subliminale, arriva dal regime di Assad in Siria. Non sono tanto i  manifestanti che vengono allegramente presi a fucilate, gli antagonisti del regime. E nemmeno i giornalisti e i fotografi con i loro racconti e le loro immagini sui poveri profughi in fuga, una foto e’ solo una foto e le parole per qualcuno sono solo parole. Inchiostro. Colore. No, il nemico a Damasco e’ un altro, ben più potente e pericoloso di tutti gli altri. E’ Youtube. In tempi in cui la figura dell’inviato di guerra old school e’ quasi scomparsa, un po’ perche un giornalista morto o rapito pesa alla coscienza della redazione e al suo budget, un po’ perché ci si approfitta delle corrispondenze gratuite delle popolazioni coinvolte, che l’unica voce libera rimasta e da far tacere a tutti i costi e’ proprio quella della rete. Il favoloso mondo di Internet: blog, Twitter, Facebook e naturalmente Youtube. Se le foto nei cellulari sono gli autografi del nuovo millennio, un video su Youtube vale più di mille parole.

E’ solo grazie a questi canali di informazione che in Occidente si conosce la reale situazione di regimi sanguinari come la Siria. La polizia spara sulla folla? Lo sai da Twitter. L’esercito fa una strage? Ci sono decine di gallerie di foto su Flickr a documentarlo. Ma mai abbassare la guardia o dare tutto per buono e scontato, internet e’ come un grande mercato di Porta Portese, la fregatura e’ sempre dietro l’angolo e come in ogni guerra la propaganda di entrambe le parti ha il suo peso. Ogni materiale e’ da prendere con le pinze e va analizzato con i dovuti riscontri. Ma viste le reazione del regime, il sospetto e’ che buona parte delle notizie che viaggiano nella rete siano, purtroppo, vere. Cosi in Siria si stermina, si uccide e non essendoci petrolio in grande quantità, come altrove, non c’e’ nessuna Francia o super potenza che voglia intervenire. Nessuna democrazia da esportare. E intanto si continua a morire in nome della libertà.