Zeman torna a parlare dopo la morte di Morosini, e sceglie i giovani

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Piermario Morosini moriva sabato scorso durante la partita di calcio Pescara – Livorno, che si giocava allo Stadio Adriatico. Il calciatore era in campo con la maglia del Livorno: intorno al 30′ della partita (ore 15:30 circa), si accasciava a terra, per via del suo cuore che smetteva di funzionare.

Passarono circa 7 minuti dal suo tragico infortunio all’ingresso in ambulanza: 7 lunghi minuti dove giocatori, tifosi e staff tecnico hanno stretto i denti e fatto il possibile per pregare il miracolo. L’allenatore del Pescara Zdenek Zeman, personaggio tanto famoso quanto introverso, originale, interessante, abbandonò lo Stadio Adriatico a piedi. Da lì a 1 ora, il presidente del Pescara Daniele Sebastiani intervenne in una tv locale per dire che aveva perso traccia di Zeman, il cui telefonino era irraggiungibile e i cui parenti non sapevano nulla su dove si trovasse. Il tecnico boemo era rimasto shockato dall’accaduto in campo – lui, che un giorno disse “fosse per me arriverei a morire in tuta, a novant’ anni, all’aria aperta, a insegnare pallone a qualche ragazzo che avesse ancora voglia di starmi a sentire” – ed aveva scelto la solitudine e il silenzio per commentare l’accaduto.

Si trattava della seconda tragica situazione alla quale aveva assistito in poche settimane, la prima, avvenuta il 30 marzo, era stata la morte di Francesco Mancini, ex portiere di Napoli e Foggia, che da 20 anni lavorava insieme a Zeman.

Perfino per un uomo dalla scorza dura e dal sangue freddo come lui, i sentimenti cominciavano a “squagliarsi”. Tornando alla disgrazia di Piermario Morosini, le prime notizie di Zeman dopo la fuga a piedi dall’Adriatico arrivarono poi da Miglianico, un paesino nei pressi di Pescara, la domenica successiva alla morte di Morosini: Zeman si trovava da solo a giocare a golf, per scaricare i propri pensieri.

Oggi infine, martedì 17 aprile 2012, dopo un lungo silenzio, Zeman ha riaperto bocca e lo ha fatto nel più dolce e intelligente dei modi: di fronte ad un pubblico di ragazzini. In occasione del convegno “Il Coraggio di dire NO”, rivolto agli studenti delle scuole superiori di Ortona (in provincia di Chieti, a pochi chilometri da Pescara), Zeman ha parlato dei problemi dell’illegalità, delle gravi conseguenze politiche e sociali che ne seguono, e dei rischi di salute che i giovani passano dicendo “Si” alle droghe e alle sostanze tossiche in generale. C’erano 1.500 ragazzi a prestare orecchio al “maestro”, speriamo che il suo messaggio venga colto anche da tanti altri giovani. E che questi facciano a loro volta da buon esempio per i propri colleghi e compagni di vita.