Affare fatto: Pescara in Serie A

Calcio e business, due parole che “stonano”, a detta di molti, e forse per la maggior parte dei casi è così. Per la parte minore (diciamo quella più caparbia e fortunata), però, il calcio è una gallina dalle uova d’oro: laddove c’è una sinergia di lavoro, progettazione e strategie di crescita, diversi club calcistici hanno bilanci in verde e gestiscono importanti situazioni finanziarie. Pensiamo all’Udinese, club esemplare da questo punto di vista, forse l’unico club italiano che riesce a raggiungere i traguardi incassando del denaro (a differenza dei grandi club, che spendono soldi per raggiungere obiettivi).

Da oggi un’altra squadra di calcio entra nel novero dei cosiddetti “miracoli finanziari”: è la Delfino Pescara 1936 Srl, per tutti più semplicemente Pescara Calcio, squadra di Serie B allenata da Zdenek Zeman che ieri sera, vincendo contro la Sampdoria, ha ottenuto la promozione in Serie A con un turno di anticipo rispetto alla chiusura del campionato. Vediamo insieme quali sono i motivi di questo successo, potreste trarne degli utili insegnamenti. E non solo dal punto di vista finanziario.

Un’ottima annata

Con 90 gol fatti, 25 vittorie ottenute ed una condizione atletica che ha portato ben 7 giocatori a vestire le maglie delle rispettive nazionali (Carlo Pinsoglio, Ciro Immobile, Lorenzo Insigne, Marco Capuano, Marco Verratti per l’Italia Under 21 / Nazionale maggiore, Moussa Koné per la Costa d’Avorio nazionale maggiore, Matti Lund Nielsen per la Danimarca Under 21), il Pescara può dirsi sicuramente soddisfatto della stagione appena conclusasi.

La dirigenza biancazzurra, che lo scorso giugno 2011 aveva assunto Zeman per un contratto di 1 anno da 250.000 euro, puntava proprio su questa politica dei giovani per fare un campionato da protagonista. A quanto pare ci avevano visto bene: per tutta la stagione il Pescara ha occupato i primi posti della classifica di Serie B, andando contro ogni pronostico e lasciando le briciole a squadre più blasonate come Sampdoria e Padova.

Gallina dalle uova d’oro

Il Pescara di Zeman è composto in buona parte da giovanissimi provenienti dalle primavere dei grandi club di Serie A oppure dalla Lega Pro (ex Serie C). Alcuni nomi sono quelli di Lorenzo Insigne (classe 1991 primavera del Napoli, oggi il suo cartellino vale circa 7 milioni di euro), Ciro Immobile (classe 1990, primavera della Juventus, 8 milioni il costo del suo cartellino), Gianluca Caprari (classe 1992 primavera della Roma, vale 1.2 milioni di euro), Marco Verratti e Marco Capuano (entrambi prodotti del vivaio del Pescara, i loro due cartellini ad oggi valgono rispettivamente circa 15 milioni e circa 3 milioni di euro); Moussa Kone (prodotto del vivaio dell’Atalanta, oggi vale circa 2 milioni di euro ed è seguito da molti club di Serie A e della Liga Spagnola).

Da segnalare anche Simone Romagnoli (classe 1990, ex capitano della primavera del Milan), Riccardo Ragni (classe 1991, vivaio del Pescara), Riccardo Brosco (classe 1991, vivaio della Roma). Se guardiamo poi la rosa dei titolari del Pescara promosso in Serie A, vediamo che ci sono diversi giocatori prelevati dalle categorie inferiori a prezzi stracciati: Antonio Balzano, terzino destro, è costato 150.000 euro dalla Cisco Roma; Matti Lund Nielsen è stato acquistato a gennaio per 50.000 euro (!!!) dalla Serie B danese; anche Damiano Zanon, Luca Anania, Eugenio Romulo Togni, Marco Martin provengono dalle categorie inferiori. Il Pescara la scorsa estate ha speso meno di 1 milione di euro per costruire la squadra. Oggi, a fine campionato, soltanto i calciatori che vi abbiamo citato hanno un valore complessivo di 30 milioni di euro. In molti riconoscono che buona parte dei meriti di questa valorizzazione siano di Zdenek Zeman. Come negare il contrario!?

Zemanlandia è un business

Lo Stadio Adriatico quest’anno ha accolto circa 400.000 spettatori durante le 21 partite casalinghe giocate in casa dal Pescara. Numeri che hanno arricchito non solo le casse comunali e societarie, ma anche le varie attività di ristorazione e merchandising site intorno allo Stadio. Bar e pizzerie stracolmi di gente, negozi affollati, mass media che vedono crescere le proprie pubblicità grazie all’aumento degli spettatori dei programmi sportivi. Tutto quanto ruotava intorno alle partite del Pescara. Insomma, Zemanlandia ha fatto bene ai cartellini dei giovani maturati in stagione, è vero, ma è anche vero che sentiti ringraziamenti devono arrivare dall’economia della città di Pescara e all’Abruzzo in generale. Alla faccia della crisi.

 

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