Apple, Steve Jobs si dimette da amministratore delegato

Steve Jobs lascia, dopo tante voci e chiacchiericcio, si dimette da amministratore delegato. Il padre dei più grandi successi Apple passa il timone al suo delfino Tim Cook per assumere la carica di presidente. Sopravvissuto agli squali del business e soprattutto ad un tumore al pancreas e ad un trapianto di fegato, con un’accorata lettera agli azionisti e ai dipendenti, il manager più amato in tutto il pianeta dalle ultime generazioni, ha motivato le dimissioni con il suo stato di salute. «Ho sempre detto che sarebbe venuto il giorno in cui non avrei più potuto rispettare i miei impegni come Ceo di Apple. Sfortunatamente quel giorno è arrivato» ha scritto il fondatore della società di Cupertino. «Credo che i più brillanti e innovativi giorni di Apple siano davanti a noi e io guardo avanti per contribuire al successo in un nuovo ruolo». Ancora una volta Jobs ha dato una lezione al mondo, e non solo a quello finanziario, mostrando tutta la sua tenacia, forza e caparbietà nel lottare e nel continuare a crederci anche quando tutto è contro di te, come nel saper fare un passo indietro quando è necessario. Ma soprattutto il manager in golfino nero e jeans, ha dimostrato come il mondo ed il futuro appartengano alle idee. Se hai una buona idea, non c’è casta che tenga, e devi fare di tutto per realizzarla, vederla crescere e diventare grande.

I Fan di Jobs di tutto il mondo, non hanno esitato un minuto a ricoprire pagine, post e tweet di messaggi commoventi di affetto e solidarietà.  Internet è stata letteralmente invaso, ciascuno a salutato l’icona planetaria del nuovo millennio a modo suo. La notizia è stata data dopo la chiusura di Wall Street, ieri, ma nelle contrattazioni post mercato i titoli della Apple, la seconda società del mondo per capitalizzazione, hanno già perso il 7%.

Il successore, Tim Cook, 50 anni, guida l’azienda di Cupertino da quando Steve Jobs si è ammalato nel 2004. Il nuovo capo di Apple, fa parte anche del consiglio di amministrazione della Nike, ed è entrato in azienda nel lontano 1998, conquistandosi da subito la fiducia di Jobs. Appena arrivato a Cupertino, ha rivoluzionato tutto il settore della produzione e della distribuzione, affidando a terzi molte attività e chiudendo molte fabbriche del gruppo, contribuendo a un notevole aumento dei profitti. Alcuni lo definiscono un vero squalo, esigente e spietato sul lavoro. Tra le storie intorno alla sua figura, c’è quella legata una sua sfuriata nel corso di una riunione, quando prese di mira un dirigente dicendogli che sarebbe dovuto migrare in Cina. Sembrava una battuta, ma poco dopo gli si rivolse ancora così: «Perché sei ancora qui?». Pare che il tizio sia tutt’oggi in Cina per conto della Apple.

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