Crisi economica: la Bce conferma il costo del denaro all’1%

La Bce conferma il tasso di riferimento dell’Eurozona all’1 per cento, lo stesso livello dallo scorso dicembre 2011 nonostante Mario Draghi, il presidente, abbia confermeto le previsioni di un quadro che è caratterizzato da “crescita debole” e incertezza in aumento.
«La decisione è stata presa con un consenso molto ampio (e quindi non all’unanimità, ndr) dopo una lunga discussione».
Fermi quindi anche i tassi sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi, rispettivamente all’1,75 per cento e allo 0,25 per cento. Le stime di crescita dell’Eurozona sono state confermate fra il -0,5 e il +0,3 per cento per qeust’anno e fra lo 0 il +2 per cento per il prossimo anno con un possibile graduale miglioramento della situazione nel corso del 2013.
Sulle recenti polemiche transatlantiche Draghi ha spiegato che: «L’Europa ha le sue responsabilità per la crisi ma anche gli altri Paesi hanno i loro problemi. Quindi non è giusto, equilibrato, dire che l’Europa è la causa principale della crisi». Cionondimeno  primo ministro britannico David Cameron e il presidente americano Barack Obama giudicano “necessario” un “piano immediato” per la crisi del Vecchio Continente.
Draghi ha anche annunciato aste a 3 mesi illimitate e tasso fisso per tutto quest’anno e fino al 15 gennaio del 2013, cosa diversa dagli Ltro a tre anni lanciati nei mesi scorsi dall’Eurotower per correre in soccorso degli istituti di credito del Vecchio Continente.
Il presidente ha detto che il tasso d’inflazione previsto per quest’anno è del 2 per cento e che la velocità con cui crescono i prezzi dovrebbe moderarsi nel corso del prossimo anno.

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