Giacimenti Artico Accordo Putin-Exxon

Lascia tutti a bocca aperta la neonata alleanza trala Russiadi Vladimir Putin e la compagnia Exxon, il maggiore gruppo petrolifero americano. Un’intesa che regola la condizione del colosso texano sui giacimenti sottostanti l’Artico nella sfera territoriale russa, infliggendo un duro colpo alla rivale Bp.

 

Per Barack Obama è l’ennesima sfida. Sotto la pressione degli ambientalisti non ha ancora autorizzato le trivellazioni nelle acque dell’Alaska, mentre l’annuncio dell’accordo, che può valere fino a 500 miliardi di dollari secondo il premier russo, lo ha dato lo stesso Putin in una conferenza stampa a Sochi in compagnia dello chief executive della Exxon, Rex Tillerson.
Secondo il New York Times questa intesa emargina di fatto la Bp, la cui alleanza con la compagnia russa Rosneft a questo punto appare morta. C’è quindi una chiave di lettura geopolitica dietro l’accordo, che vede il numero uno americano scalzare la rivale britannica. Quale prezzo è stato pagato da Exxon per questa vittoria? L’altra faccia della medaglia potrebbe essere quella secondo cui ad un pezzettino di Artico corrisponderebbe un pezzettino di Texas, realizzando così il sogno segreto di Putin: diversificare le attività dell’industria energetica russa con acquisizioni di importanti risorse all’estero.
Per quanto riguarda le attività della Exxon nelle zone sotto controllo russo, si comincerà con un progetto di esplorazione nel mare di Kara in joint venture Exxon-Rosneft. Altra curiosità allarmante: il mare di Kara era considerato inaccessibile fino a poco tempo fa, perché bloccato dai ghiacci, ma sotto gli effetti del cambiamento climatico, le barriere di ghiaccio si sono notevolmente ridotte. Il New York Times parla di una Russia diversa, ma diversa da cosa? Putin ha perseguito fin dall’inizio un preciso e strategico disegno energetico, che passo dopo passo, accordo dopo accordo si sta realizzando a pieno.

 

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