Mercato auto in Europa: un punto della situazione

Dopo nove mesi di stallo, il mercato automobilistico in Europa sembra risollevarsi. L’Acea, associazione automobilistica europea dei Costruttori, afferma che nel mese di settembre le immatricolazioni di vetture nuove in Europa hanno registrato una leggera crescita dell’1,1%.

Tra i costruttori la leadership è del gruppo Volkswagen, seguita da Psa Peugeot Citroen, Renault, Gm e Ford. Il risultato è stato sicuramente generato da una flessione avvenuta in quattro dei cinque mercati continentali più importanti per il settore automobilistico europeo: Regno Unito -0,8%, Spagna -1,3%, Francia -1,4%, Italia -5,7%. L’Italia, come si può vedere dai dati riportati, è il Paese che ha registrato la contrazione più forte. Solo la Germania, avvantaggiata da una situazione economica in controtendenza rispetto alla restante Europa, ha chiuso in attivo, con un soddisfacente +8,1%. Secondo Gianni Filipponi, Direttore Generale dell’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, le differenze tra i principali mercati automobilistici riflettono situazioni macroeconomiche disomogenee. Quello che appare evidente è il segno fortemente negativo dell’Italia che sembra sia  dovuto anche ad una fiscalità sempre più sfavorevole per gli automobilisti. Ecco solo alcune delle misure attuate in questo ultimo anno: nuova IPT, IVA al 21%, aumento delle imposte sulle assicurazioni, superbollo per le auto di maggiore potenza. Questi risultati confermano come sia quasi impossibile che il mercato italiano possa rialzarsi senza che vengano prese le misure necessarie per sostenere il mercato automobilistico nel suo complesso.

I veicoli ecologici potrebbero riuscire a rappresentare una soluzione per l’uscita dell’industria automobilistica dalla crisi e per il consolidamento della sua competività. Ma deve essere attuata al più presto una strategia europea in materia di automobili pulite ed efficienti sul piano energetico.

 

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